lunedì 25 giugno 2007

SILENZIO IN SALA

Immaginatevi le montagne. Immaginatele alte, sontuose, schierate come attenti soldati, ma con l’aria bonaria dei nonni che hanno tante storie da narrare ma anche tanta voglia di ascoltare quelle degli altri.

Eccoli gli altri: 3700 persone divise in 99 cori così diversi per provenienza ma con uno scopo comune. Cantare. Semplicemente cantare.

Senza l’obiettivo di un premio, senza una vittoria come meta, senza voler prevalere uno sull’altro come si farebbe in una gara.

Semplicemente cantare, in ogni angolo, in ogni viuzza di ogni paese, a qualsiasi ora, con qualsiasi pretesto. Tutti insieme anche quando si è divisi, anche quando ci si alterna su un palcoscenico, anche quando le voci hanno un accento ora bolognese, ora piemontese, ora colombiano, russo, ceco, americano, portoghese, spagnolo…

La musica come linguaggio universale per raccontare, far ridere, commuovere, o tirare giù un palco con l’euforia della prima volta in una manifestazione di questa importanza.

Ci ripenso oggi a mente fredda e sempre più mi convinco di aver avuto l’onore di partecipare ad un evento eccezionale. Una sfilata di visi, colori, espressioni, che può essere paragonata ad un’olimpiade, sorrisi e mani alzate a salutare il resto del mondo nonostante il freddo, nonostante la pioggia, la stanchezza, le gole arrossate e anche di più.

Poi un braccio a zittire tutto e tutti. Silenzio. Lo spettacolo comincia.


I George's Planets durante la sfilata dei cori per le vie di S. Candido



I George's Planets in concerto a Sesto


I George's Planets al gran completo

Altre impressioni qui.

2 commenti:

kincob ha detto...

cantamos!!
fiato alle ugole e festa in testa e fuori.
bell'esperienza, davvero. e la compagnia... ah, che compagnia!!
evviva i george's in saecula saeculorum

Anonimo ha detto...

Ciao Presidente! e' stato davvero uno spettacolo! Evviva i George's!!! STE