UN FILM GIÀ VISTODi questi tempi noto che le giornate di un comune mortale come me tendono a ripetersi tutte uguali. Un insieme di piccoli riti, abitudini, consuetudini, procedure che se da un lato ci danno sicurezza per affrontare situazioni quotidiane a volte non proprio piacevoli, dall’altro inevitabilmente finiscono col perdere di significato e in alcuni casi del loro fascino ancestrale.
Esempio: sveglia alle 7, fuitina in bagno e già qui primo spunto di riflessione.
Ho nostalgia della barba rasata con la lametta. Preferisco il rasoio elettrico ma per un puro fatto di comodità. Niente è paragonabile alla schiuma fredda spalmata sul viso, al lento movimento del rasoio su e giù a cercare la perfezione della rasatura. E infine una sciacquata con acqua gelida a lavare via gli ultimi residui del sonno. Persino il bruciore del dopobarba sulle piccole ferite in questo caso mi procura un senso di masochistica soddisfazione. Però a completare tutta la cerimonia ci impiegherei 20 minuti e 20 minuti in meno di sonno su un totale di 420 totali rappresenta un quasi 5% a cui non sono ancora disposto a rinunciare.
Fase 2: la colazione. Caffè e 4 biscotti 4. Eppure ogni volta che apro il frigo sono stuzzicato da quel barattolo di marmellata fatta in casa che ammicca tentatore, da una bella spalmata di burro, e da quelle due arance che miracolosamente saprebbero trasformarsi in un liquido dolce e dissetante. Ma niente. Affettare il pane, spalmare, mordere… troppa fatica. Il brutto è che anche la domenica, quando potrei concedermi qualche coccola in più, vi rinuncio. Vuoi per pigrizia, vuoi per abitudine o semplicemente perché il tran tran ormai è di famiglia. E io in famiglia ci sto bene.
E poi lavoro lavoro lavoro. Pausa pranzo, occhiatina al giornale, palpebra calante. E ancora lavoro lavoro lavoro. E fin qui non ci sono grosse alternative.
Quindi due ore di palestra. A volte rimpiango una salutare passeggiata in collina, ma nonostante il caldo, il sudore e l’aria stantia, non riesco a rinunciare ad impugnare un manubrio, sollevare un bilanciere o appendermi come un babbuino alla lat-machine.
La sera TV o computer, computer oTV. Se non altro qui ho un’alternativa. Anche se a ben guardare no, non ce l’ho. Ecco perché una partita a Cluedo con qualche amico rappresenta un così entusiasmante diversivo.
Penso di essere drogato della vita, ma nel modo sbagliato. Sto prendendo tutte le peggio abitudini e per fortuna che ogni tanto arriva Anna a darmi una scossa se no sarei già rimbambito da tempo.
Ma adesso basta, ho deciso! Tempo di rivoluzione!
Da domani a colazione mi concedo un biscotto in più.

2 commenti:
io alla sera non riesco nemmeno a scegliere perchè la tv non ce l'ho...
però posso farlo sul tipo di biscotti. o se scegliere marmellata o miele!!
Gran bel post Mr. President!
Ma al posto dei biscotti è troppo concedersi un caldo e soffice croissant?
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