BE FAMOUS
Quanti di noi hanno questo sogno? Quanti lo esprimono apertamente e quanti invece conservano il desiderio nel silenzio loro cuore sperando un giorno di realizzarlo?
Diventare famosi.
Fama, notorietà e quindi denaro, molto denaro. Alla fine tutto si riconduce a questo.
Essere additati e riconosciuti per strada, scorgere il proprio volto che occhieggia su qualche cartellone pubblicitario piuttosto che in TV o sulle copertine patinate delle riviste.
Allison ha imparato a sue spese cosa significa tutto ciò.
Allison Stokke è californiana, ha 18 anni, è una bella ragazza, studentessa modello e conduceva una vita molto simile a quella di tante sue coetanee. A differenza di tante di loro la notorietà non l’ha mai cercata né voluta.
Poi, un giorno, ha avuto la “sfortuna” di diventare campionessa nazionale di salto con l’asta e la sua vita è cambiata.
Tutto è cominciato con un’istantanea rubata e finita su un sito dedicato al calcio, poi un video su youtube e da lì il passaparola è stato rapido e inarrestabile.
Ora le sue foto riempiono le pagine web (il sito www.allisonstokke.com le ha chiesto scusa per tutta questa “unwanted attention”), ogni giorno migliaia di blog parlano di lei, la sua casella di posta è intasata da lettere di fans, ammiratori, spasimanti e quant’altro. La sua scuola, il campo di allenamento, la sua stessa abitazione sono circondati da fotografi e paparazzi. Anche fare una passeggiata ormai le risulta impossibile: a ogni passo la fermano per un autografo o una foto con la diva del momento.
È Allison-mania, ma per la giovane e timida studentessa tutto questo si sta rivelando un incubo. Lei, tanto aggraziata sul campo di atletica, quanto impacciata in pubblico e davanti alle telecamere sembra non sostenere più questa situazione. Al giorno d’oggi è molto difficile mantenere la propria privacy, ci sta provando suo padre avvocato e per fortuna che ha un padre avvocato! Immagini di lei in attesa del suo turno di salto, o nell’atto di prendere la rincorsa, o ferma sotto il tabellone a studiare i risultati passandosi innocentemente una mano nei capelli, ciascuna accompagnata da commenti più o meno eleganti, sono di dominio pubblico. Spesso su siti che con lo sport hanno poco a che fare.
Allison oggi si è chiusa in casa e non ha avuto il coraggio di mettere il naso fuori dalla porta. Già ieri ha fatto così e così farà di nuovo domani. Fino a quando non si sa, probabilmente fino a quando questo mondo volubile non troverà una nuova diva da osannare e torturare.
Io faccio il tifo per lei. Spero di vederla di nuovo correre e saltare con il sorriso sulle labbra, in fondo non ha mai chiesto altro.
Quanti di noi hanno questo sogno? Quanti lo esprimono apertamente e quanti invece conservano il desiderio nel silenzio loro cuore sperando un giorno di realizzarlo?
Diventare famosi.
Fama, notorietà e quindi denaro, molto denaro. Alla fine tutto si riconduce a questo.
Essere additati e riconosciuti per strada, scorgere il proprio volto che occhieggia su qualche cartellone pubblicitario piuttosto che in TV o sulle copertine patinate delle riviste.
Allison ha imparato a sue spese cosa significa tutto ciò.
Allison Stokke è californiana, ha 18 anni, è una bella ragazza, studentessa modello e conduceva una vita molto simile a quella di tante sue coetanee. A differenza di tante di loro la notorietà non l’ha mai cercata né voluta.
Poi, un giorno, ha avuto la “sfortuna” di diventare campionessa nazionale di salto con l’asta e la sua vita è cambiata.
Tutto è cominciato con un’istantanea rubata e finita su un sito dedicato al calcio, poi un video su youtube e da lì il passaparola è stato rapido e inarrestabile.
Ora le sue foto riempiono le pagine web (il sito www.allisonstokke.com le ha chiesto scusa per tutta questa “unwanted attention”), ogni giorno migliaia di blog parlano di lei, la sua casella di posta è intasata da lettere di fans, ammiratori, spasimanti e quant’altro. La sua scuola, il campo di allenamento, la sua stessa abitazione sono circondati da fotografi e paparazzi. Anche fare una passeggiata ormai le risulta impossibile: a ogni passo la fermano per un autografo o una foto con la diva del momento.
È Allison-mania, ma per la giovane e timida studentessa tutto questo si sta rivelando un incubo. Lei, tanto aggraziata sul campo di atletica, quanto impacciata in pubblico e davanti alle telecamere sembra non sostenere più questa situazione. Al giorno d’oggi è molto difficile mantenere la propria privacy, ci sta provando suo padre avvocato e per fortuna che ha un padre avvocato! Immagini di lei in attesa del suo turno di salto, o nell’atto di prendere la rincorsa, o ferma sotto il tabellone a studiare i risultati passandosi innocentemente una mano nei capelli, ciascuna accompagnata da commenti più o meno eleganti, sono di dominio pubblico. Spesso su siti che con lo sport hanno poco a che fare.
Allison oggi si è chiusa in casa e non ha avuto il coraggio di mettere il naso fuori dalla porta. Già ieri ha fatto così e così farà di nuovo domani. Fino a quando non si sa, probabilmente fino a quando questo mondo volubile non troverà una nuova diva da osannare e torturare.
Io faccio il tifo per lei. Spero di vederla di nuovo correre e saltare con il sorriso sulle labbra, in fondo non ha mai chiesto altro.



