GLU GLU GLU…
Parliamoci chiaro: io di venire al mondo proprio non avevo voglia.
Certo, la saccoccia dove me ne sono stato raggomitolato per nove mesi cominciava ad essere un po’ stretta. E lì dentro c’era pure un cattivo odore.
Però era la mia casa: ero al caldo, al sicuro, nutrito e coccolato. Mi bastava scalciare un po’ e attiravo l’attenzione. Dormivo, mangiavo (ho poi scoperto in seguito chi era a trangugiare tutta quella roba piccante!) e ascoltavo musica: adoro i Led Zeppelin!
Poi a un certo punto hanno deciso (badate bene, HANNO deciso. Perché io non ho fatto assolutamente niente) che era ora di uscire. E mi sono ritrovato qua fuori, nudo, al freddo e mi sono beccato subito una sonora sculacciata che ancora adesso devo capire il perché.
La mia vita non è migliorata, anzi: mi ritrovo a dover urlare tutto il giorno per avere ciò che prima ottenevo senza sforzo. E dove sono finiti i Led Zeppelin?
Però ogni tanto succede qualcosa: come per magia vengo proiettato nel passato. Nuoto in qualcosa di molto più grande della mia vecchia saccoccia, l’acqua ha un odore diverso e a lungo andare mi fa bruciare gli occhi. Come quand’ero più piccolo qua sotto tutto è silenzio, in più posso muovermi liberamente e le persone che mi stanno intorno mi guardano e ridono.
Si vede che sono felice?

“È lì che nasciamo e cresciamo, è il nostro ambiente naturale prima di venire alla luce. Un rapporto privilegiato quello dei neonati, raccontato con immagini suggestive da Zena Halloway, fra i più apprezzati fotografi professionisti subacquei (ma anche istruttrice sub), assieme al suo partner Patrick Griffith. Un’attività nella quale l’artista si è specializzata nel corso degli anni recenti, durante i quali ha fissato diverse esperienze di approccio: bambini piccoli, o piccolissimi, accompagnati dai genitori o, più di frequente, da soli, alla scoperta dell’ambiente acquatico, per loro il più congeniale.”
Fonte: Repubblica.it

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