giovedì 12 aprile 2007

PAROLA DI BLOGGER

Prendendo spunto da diversi avvenimenti letti su altri blog (date un’occhiata qui), posto la storia di una collega blogger, almeno questa finita bene.
Ed una riflessione, personale, condivisibile oppure no, fate voi. Ci tengo a precisare che queste sono idee che scrivo di getto, senza alcun riferimento a fatti o persone.
Essere un blogger comporta delle responsabilità. Come quando si parla, anche quando si scrive bisogna essere prudenti e non pensare di poter dire ciò che ci passa per la testa solo perché ci viene data la possibilità di farlo. Da quando esistono la libertà di parola e di pensiero subito c’è stato chi ne ha abusato: è un po’ come andare a 200 all’ora solo perché si ha una macchina che ci permette di farlo.
Ma questo è un grande dono e per fortuna ogni giorno nascono nuove possibilità per far valere questo importantissimo diritto. Ma… “Cum grano salis” mi dissero una volta. Con accortezza, senno e un po’ di furbizia. Le stesse virtù che devono ovviamente usare i Signori Lettori nel valutare ciò che capita loro sotto gli occhi.
Forse tutto questo va contro l’essenza stessa del blog, cioè sostanzialmente un diario e quindi un ricettacolo dei nostri pensieri delle nostre emozioni più forti e di tutto ciò che ci esce dal cuore.
Sposo la causa di chi si batte per far valere i propri diritti, mi infervoro come voi se vedo questi diritti calpestati, condanno come voi chi arbitrariamente decide di cucire bocche perché è più facile e più comodo far così che discuterne.
Ma…
E qui mi fermo, il discorso potrebbe ripartire dalla prima riga.
(Ribadisco che con questo post non voglio assolutamente esprimere giudizi su eventi sui quali peraltro non sono informato. Sono pure e semplici considerazioni di un blogger come voi…)

1 commenti:

kincob ha detto...

Libertà d'espressione e rispetto per i terzi dovrebbero essere concetti da usare a braccetto: qualche volta capita che siano più come suocera e nuora o come un cane che si rincorre la coda.
il vero problema è quando salta fuori il terzo incomdo, il non-dialogo. allora tutte le storie su senno, furbizia, grano salis et similia vanno a gambe all'aria. perchè uno può anche sbagliarsi, è lecito e normale: ma se non si dice come e dove, dubito che si possa evitare anche di perseverare nell'errore. soprattutto è più odioso in chi possiede una posizione di vantaggio: lì, si potrebbe cadere nella prevaricazione.
Però, ci sono in agguato sempre cento ma... e il cane ricomincia a rincorrersi la coda...
questa non è una risposta polemica, ci mancherebbe altro: sono solo alcune considerazioni molto generiche di uno che si è schierato, a torto o a ragione, da una parte nella querelle che hai linkato!!
a presto